Oggi me ne sono fregata delle verifiche da correggere, del fatto che non sono decisamente in forma e il freddo non mi fa bene, mio marito se n’è fregato del lavoro che si accumula, e ce ne siamo andati con i pargoli a fare una gitarella fuori porta.
Era una giornata di quelle fredde e meravigliose, con le luci nette e il sole ovunque, la campagna toscana brillava di severa arroganza, i palazzi medievali di mattoni e pietra erano perfetti, e siamo stati bene. Quel bene che non c’è bisogno di dire granché, ma lo percepisci sotto la pelle: i bambini che non bisticciano, io che ogni tanto sto pure zitta, mio marito che sorride.
È un periodo pesante per tutti, e ci voleva. Ci vorrebbero più domeniche così. Forse anche qualche venerdì.
Se trovassimo l’impulso per farle più spesso, sono sicura che quasi per miracolo anche le verifiche si correggerebbero se non proprio da sole ma con più levità.
Non so se questo faccia parte di un qualche progetto, ma certo riuscire a vivere la vita per quello che ti può dare giorno per giorno sarebbe già un passo avanti.


I prati, il sole e l’aria aperta fanno benissimo alle verifiche