Metti che in una gita con 21 scodinzolanti cani e la collega (ex)stronza venga organizzata una gara di tiro con l’arco.
Metti che una delle poche fanciulle presenti, per di più marocchina, stacchi, nella prima manche della gara, tutti i compagni per più di cento punti.
Metti che nell’ultima manche si faccia prendere dall’emozione, e sbagli un tiro su tre e gli altri due li faccia senza infamia e senza lode.
Metti che nella classifica finale risulti quarta, e non riesca a prendere nemmeno il bronzo. Manco a dirlo sul podio finale erano tutti maschi.
L’ho vista, fra la prima e la seconda manche, la faccia tesa, mangiarsi le unghie mentre tutti gli altri ridevano e scherzavano. Per lei quella gara aveva un senso. Ci ha riposto delle aspettative. Le aspettative l’hanno fregata.Il peso del soffitto di cristallo è stato troppo forte da sostenere, per quelle spalle di giovane donna.
Così come la leggerezza ha fatto vincere i maschi, quella leggerezza di chi sa di essere dalla parte del più forte, di chi si può permettere di prendere in giro i compagni che si comportano da donnicciuole. Il ragazzo che ha vinto è un ragazzo delizioso, attento, sensibile, gioioso. Niente contro di lui.
Quello che mi fa soffrire è il vedere quanta strada ancora resta da fare, a questa umanità di donne e uomini, perché davvero sia da ognuno secondo le proprie possibilità, ad ognuno secondo i propri bisogni.
Come insegnante le vedo sempre un passo indietro, le mie piccole splendide donne, e voglio aiutarle a fare cento passi avanti.
Come madre so di dare spesso segnali in senso opposto, e che i condizionamenti sono fortissimi, anche per una come me che crede di sapere.
Come donna so quanto nella vita ho pagato, e perso, per colpa di quel maledetto soffitto di cristallo, quello fuori di noi e soprattutto quello dentro di noi. Quello delle aspettative, delle unghie mangiate, del senso di responsabilità verso i figli, quelli che ci sono e quelli che verranno.


la ‘povna (collega ex-stronza –
) sottoscrive a tal punto che quello che tu hai messo qui nel dettaglio l’aveva lasciato pure lei tra gli scatti di questa memorabile gita. dalla parte delle bambine, senza se e senza. che è poi anche e sempre dalla nostra parte, così tanto (ma tanto) più difficile…
arrivo da te via “collega ex stronza” e trovo che questo tuo post sia meravigliosamente il sunto di quello che tante di noi debbono passare. ci torno qui!
@’povna ancora e sempre dalla parte delle bambine. e concordo… è molto difficile farlo per davvero!
@erinni io scrivo poco, erinni, però mi fa piacere condividere.
Questa storia con la ‘povna è quasi appassionante quanto quella della Noisette col suo Metallo.
E’ tutto un fiore, questa primavera
Spesso mi capita di vederle diversamente, queste giovani donne. A scuola, sempre un passo avanti. E’ dopo, il problema. Perché di quel che succede a scuola, tutto sommato, il mondo se ne strabuggera.