Cambiamenti…

Mesi che non scrivo. Questo povero blog abbandonato a se stesso. Ma ne avevo ben donde. In questi mesi sono successe molte cose. Meglio, una, ma molto grossa. Ho cambiato lavoro.

Adesso sono una profe.

Anche questo cambiamento è avvenuto per caso. Un concorso dieci anni fa, un’abilitazione ad ammuffire nel cassetto finché… mi hanno chiamato. E adesso non sono più il rappresentante della Direzione per la qualità di una piccola azienda, ma una profe.

Il cambiamento è radicale. La paura infinita. E ben riposta. Il lavoro dell’insegnante è bello, bello ma difficile.

In questi primi due mesi di scuola ho commesso tutti gli errori da non ripetere. Tutti? Non credo…. So che ce ne saranno infiniti altri.

Ho spiegato troppo veloce e troppo difficile, senza farmi capire dai miei allievi.
Non mi sono resa conto che se si scrive alla lavagna senza essere precisi e ordinati, non capiscono niente.
Ho dato loro troppa confidenza, perdendo tutti i punti di autorevolezza (adesso sono sotto zero… se fossi un personaggio di un video-gioco credo che ormai sarei morta).
Li ho sopravvalutati, ammanendo loro compiti decisamente troppo difficili che sono poi stata costretta ignominiosamente a rimangiarmi. Ho sottovalutato l’unica classe che poteva seguirmi nei percorsi più complessi, dando loro voti troppo alti, e adesso non studiano più.

Potrei continuare per pagine e pagine.

L’unica mia scusante è che sono stata catapultata in questo lavoro senza averlo mai fatto, e senza nessuno che mi abbia detto come fare.

Come diceva il motto dell’Accademia del Cimento: “Provando e riprovando.

Spero che valga anche il proverbio “sbagliando s’impara”.

Certo che questi poveri ragazzi non sono stati fortunati, sono le mie cavie inconsapevoli. Fortunatamente hanno tutti gli anticorpi necessari a sopravvivere a una profe inesperta.
Che poi quanto a inconsapevolezza ci sarebbe da discutere: si accorgono di tutto, e credo che se interrogati sulla mia esperienza risponderebbero tutti “Nessuna o quasi”.

Sono buffi, brufolosi, strafottenti, arroganti, timidi, vanitosi, egocentrici, insicuri. Sono tutti molto più alti di me. Ma comunicano molta energia.

Fra lavorare avendo come interlocutore un computer e delle persone in formazione, non c’è paragone.
Fra lavorare per accrescere le dimensioni della piscina del proprio capo, e lavorare per contribuire a far crescere la coscienza critica di giovani menti, non c’è paragone.

A presto la prossima puntata. Vado al consiglio di classe.

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