spiegare è difficile

Come si fa a spiegare? semplice. si parla degli argomenti che costituiscono la lezione in modo chiaro. no… assolutamente non basta.

Soprattutto se i ragazzi sono piccoli, diciamo ai primi anni delle superiori, non sono assolutamente in grado di svolgere contemporaneamente le quattro attività essenziali per prendere appunti:

  1. capire il significato di quello che viene detto
  2. individuare gli elementi essenziali
  3. sintetizzare il contenuto
  4. scrivere il risultato di queste complesse operazioni cognitive in modo che risulti un discorso chiaro, intelligibile e connesso con quanto detto a lezione dall’insegnante.

quindi se si vuole che loro prendano appunti, in pratica si deve dettare. di più, si deve dettare ED ANCHE scrivere alla lavagna le cose che si vuole che loro sappiano assolutamente. non parole chiave, formule, connettori, ma proprio frasi compiute: mica è detto che da una serie di parole chiave unite da connettori loro siano in grado di tirare fuori un discorso sensato. anzi, mediamente è detto il contrario.

se no si spiega a parole, senza che loro prendano appunti, e si fa affidamento su quanto è scritto sul libro di testo.

MA…

prima di tutto non sempre il modo in cui il libro di testo spiega un argomento ci sembra il migliore possibile.

e poi se ascoltano e basta, senza scrivere, fanno presto a perdersi nei propri pensieri (per loro sicuramente più interessanti di una mia lezione) o, peggio ancora, nelle chiacchiere con il compagno di banco. e se hai 30 allievi, basta che sei o sette di loro chiacchierino, perché nella classe si crei il caos. così anche i benintenzionati non riescono più a seguire, e la lezione va a farsi benedire.

quindi per spiegare per bene bisogna:

  • dire loro di tirare fuori il quaderno
  • parlare lentamente scandendo bene le parole
  • scrivere alla lavagna da sinistra a destra, in modo ordinato, con una calligrafia ben leggibile (io scrivo in stampatello) ogni cosa che riteniamo indispensabile, e in modo che le cose che abbiamo scritto costituiscano un discorso che ha un capo e una coda (non possiamo sperare che scrivano niente di più di quello che noi abbiamo scritto alla lavagna)
  • non cancellare una cosa che è stata scritta prima che sia trascorso un tempo tale da essere certi che tutti abbiano copiato (e questo tempo è sempre superiore alle nostre aspettative…)
  • non permettere che ci siano troppe interruzioni durante la spiegazione, se no si perde il filo del discorso: va detto loro che possono parlare solo alzando la mano e dopo che sono stati autorizzati, e che eventualmente si segnino in dubbio sul quaderno e ce lo pongano alla fine della spiegazione

Se si tiene conto del fatto che in media ogni ora viene dedicata al 50% alle spiegazione e al 50% alle interrogazioni, o ad attività che li coinvolgono direttamente alla lavagna, e che poi ci sono le verifiche scritte, e il laboratorio, e altre mille possibili attività (progetti, visite didattiche, viaggi di istruzione, corse campestri, agitazioni studentesche) viene da sé che il tempo disponibile è molto poco, e bisogna essere molto bravi nello scegliere le cose veramente essenziali da spiegare in classe, quelle illuminanti, che rendono possibile progredire nelle conoscenze.

Perché c’è anche un altro problema: se si va troppo piano con il programma, spiegando tutto quello che PER NOI è importante, alla fine loro si annoiano da morire, perché non si procede abbastanza, e finiscono per seguire molto poco.

Insomma, spiegare non è affatto facile, e ancora ho molto da imparare.

E siamo solo alla lezione frontale… Quella più tradizionale del mondo, gesso lavagna e niente più.

Non oso immaginare quanto tempo ci metterò ad apprendere le tecniche didattiche che mi possono essere utili per fare questo lavoro.

Intanto scrivo tutto sul blog nella speranza di avere dei feedback da chi è più esperto di me, e, perché no, di condividere questa strada in salita con chi si trova più o meno nelle mie condizioni.

2 Responses to “spiegare è difficile”


  1. 1 Raperonzolo mercoledì, 24 dicembre 2008 alle 2:10 pm

    Hai tutta la mia stima e comprensione! A proposito, io vivo in Inghilterra. Qui non si usano libri di testo e gli insegnanti non hanno neanche un programma da seguire, ma un curriculum che dice che cosa devono sapere i ragazzi alla fine dell’anno (indipendentemente da quello che hanno studiato e come). Le lezioni comportano sempre un qualcosa di “pratico” o attività interattive. E’ un sistema così diverso che si fa fatica a capire se funziona o meno. Certo è che i ragazzi sono sempre molto coinvolti. Buon Natale.

  2. 2 oipaz giovedì, 8 gennaio 2009 alle 12:07 pm

    Grazie per l’incoraggiamento!
    Ci credo che in Inghilterra sia diverso, in effetti sono loro la patria del “learning by doing”.
    Qui non è altrettanto facile: spesso non ci sono le risorse, e soprattutto nessuno ti insegna come fare.
    D’altronde, siamo nati per imparare, anche noi insegnanti, quindi mi adoprerò…


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