Priorità

Priorità per me è diventata una parolaccia quasi quanto progetto.

La nostra vita è una corsa a ostacoli per definire le nostre priorità. Priorità professionali, esistenziali, emotive, sentimentali. Priorità assolute. Soprattutto priorità assolute.

Il problema è che, come per i famigerati progetti, anche le priorità non sono affatto libere come sembrerebbero. Anche se ci illudiamo, non siamo mai veramente noi a definirle. È il contesto che le induce. La vita che ci obbliga a scegliere questa o quella, a seconda dei momenti, delle esigenze familiari, dello stato del nostro conto in banca, della salute, della qualità del rapporto di coppia…

… Gli operatori sono momentaneamente occupati. Si prega di attendere per non perdere la priorità acquisita…

Come possiamo permetterci di perdere la priorità acquisita, anche se in quel momento non è la nostra?

Un’umanità che corre e rincorre priorità e progetti in conflitto gli uni con gli altri, raramente prodotti dal nostro più intimo sentire, quasi sempre indotti dai soggetti più diversi, a volte anche dagli oggetti. Ecco quello che mi si spiana davanti.  

Tutto questo “voglio dunque esisto” ci massacra, ci mette gli uni contro gli altri, ci mette sempre più contro noi stessi.  

Veramente dovremmo renderci conto che questa nostra volontà che crediamo così potente è in realtà quasi sempre inane, per non dire inutile, e viviamo in un flusso nel quale ci possiamo spostare per micron, più che per chilometri. È altrettanto vero che quel micron può produrre, nel medio e lungo periodo, spostamenti più che rilevabili, ma spesso del tutto imprevedibili.

Meglio sarebbe allora spostare lo sguardo dal lontano e posarlo su quello che ci circonda, sia nel tempo che nello spazio, su quel quotidiano così schiacciato dalla vita che incalza. Trasformare quel quotidiano in un canto.

Basta progetti, basta priorità, solo il nostro giardino, da coltivare giorno per giorno per trasformarlo in un piccolo paradiso. Questo non vuol dire chiuderci nel privato, tutt’altro. Mille sono i giardini, mille le vite e i sentimenti.
Nel mio giardino ci potrà essere l’impegno politico, nel tuo la lettura, in un altro la bicicletta, ma il punto è smettere di vedere la vita come un vettore, con modulo direzione e verso.

La vita è solo un intorno grande a piacere di questo punto nello spazio-tempo.

2 Responses to “Priorità”


  1. 1 LGO martedì, 27 gennaio 2009 alle 1:22 pm

    L’ultima frase mi piace un sacco :-))
    Il resto…non lo so. E’ vero che la maggior parte delle nostre piorità sono indotte, ma per me traghettare i figli verso l’età adulta, e pensare alle persone che sono e saranno tra n anni… bè…a un vettore ci assomiglia!

  2. 2 oipaz venerdì, 30 gennaio 2009 alle 9:36 pm

    dipende da cosa intendi per priorità.
    io non penso che uno debba lasciarsi andare al flusso della corrente, ma essere consapevole di questo flusso sì.
    e invece mi sembra che oggi fra progetti, obiettivi e priorità ci sia la tendenza ad illudersi di poter decidere tutto, senza alla fine decidere proprio nulla e facendosi eterodirigere.


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