Attacco al cuore dello Stato

Ecco l’appello lanciato dall’Unità sul gravissimo fatto accaduto oggi. Lo condivido, lo reputo fondamentale, e lo riporto.

Per la prima volta nella vita di questa Repubblica libera, democratica e garantita dalla Costituzione il potere esecutivo, per iniziativa del presidente del Consiglio, ha deciso di abolire una sentenza legittima, definitiva, non modificabile della giurisdizione italiana al suo più alto livello.

Il Capo dello Stato ha fatto sapere al governo che l’atto sarebbe stato incostituzionale, e ciò per ragioni obiettive, palesi, verificabili nella nostra Costituzione e tipiche di ogni ordinamento democratico. Il governo ha deciso di ignorare l’obiezione. Il presidente della Repubblica, in nome della Costituzione di cui è garante, non ha firmato il decreto del governo. Ciò determina una situazione senza precedenti nella vita giuridica e politica italiana.

Il governo Berlusconi ha deciso di aggravarla annunciando che, in luogo del decreto, presenterà una legge, chiedendo al Parlamento di votarla subito. La legge, anche se approvata, avrà la stessa natura anti-costituzionale del decreto. Tutto ciò su una materia immensamente delicata come la condizione di Eluana Englaro , con una violenta invasione di campo nel dolore di una famiglia e nei diritti civili delle persone coinvolte.

Sentiamo perciò il dovere di essere accanto al presidente della Repubblica, custode e garante della Costituzione. Chiediamo agli italiani di unirsi intorno al Capo dello Stato e alla Costituzione in questo grave momento nella vita della Repubblica.

Vorrei che tutti noi facessimo qualcosa, sul web, ma soprattutto nella vita reale, per esprimere la nostra volontà di resistere a questo attacco alla carta costituzione e quindi alle  istituzione democratiche del paese.

2 Responses to “Attacco al cuore dello Stato”


  1. 1 LGO sabato, 7 febbraio 2009 alle 6:23 pm

    Ci sono gli appelli da firmare. Ci sono i sit in. Ma abbiamo imparato in questi mesi, quando abbiamo protestato e firmato appelli e manifestato per mesi contro la riforma della scuola, che non serve a niente. Non c’è niente che li fermi. Cosa possiamo fare?

  2. 2 oipaz domenica, 8 febbraio 2009 alle 1:57 pm

    Io penso che in questo momento storico, nel nostro paese, pesi moltissimo anche l’assenza di un’opposizione politica organizzata, strutturale, insomma, un partito di peso che parli in modo netto e limpido dicendo le cose semplici e nette che vanno dette. Con rigore e serietà.
    Il che ci riporta al punto di partenza, che fare?
    Penso che noi, col nostro lavoro, possiamo dare un piccolo contributo a stimolare le coscienze dei giovani. Certo, si tratta di un lavoro di lungo periodo, ma anche quello è importante.
    Come ci diciamo sempre, è un problema culturale, è come se il paese vivesse un periodo di ottenebramento della coscienza civile.

    Alla fine mi viene da pensare che abbiamo l’esempio, il nostro personalissimo senso morale. Io ormai ho deciso di agire avendo come faro il fatto di non vergognarmi, fra vent’anni, di quello che ho fatto, e soprattutto di quello che non ho fatto.


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