Insegnanti inefficaci

F. mi fa impazzire. Quattordici anni, nel pieno del casino della sua età. E ci sguazza, come ci sguazza… Due genitori stronzi, amici teppistelli, poca voglia di studiare, la tendenza a piangersi addosso.

F. non ne vuole sapere di studiare la mia materia. A dire il vero non ne vuole sapere nemmeno di seguire le mie lezioni. Chiacchiera in continuazione, gioca col cellulare, tenta di copiare ai compiti. Si fa pure beccare, se è per questo.

Oggi ad F. ho dato una nota, in quanto ha passato l’ora a giocherellare con un accendino, e non l’ha piantata nemmeno dopo che l’ho ripreso più volte.

Poi ci ho parlato. In questi giorni gliene sono successe di ogni, ma cose serie, un fratello all’ospedale tanto per dirne una. È depresso, molto depresso. In cuor suo ha già dato per perso l’anno. Non sa dove sbattere il capo.

Mi sono sentita totalmente idiota, a non aver capito cosa ci fosse dietro la sua apatia, che avevo preso per arroganza.

Vorrei fare qualcosa per F. ma non so cosa. Non mi sento all’altezza. Mi vedo del tutto inefficace, come insegnante.

Loro fanno casino, e io non riesco a leggere dietro ai loro frizzi e lazzi, non riconosco chi fa davvero il furbo e chi invece nasconde disagi. Finisco per essere cattiva con tutti, indistintamente, punisco chi avrebbe bisogno di ascolto, lascio impuniti quelli che avrebbero bisogno di capire che a scuola, come nel mondo, si dovrebbero rispettare alcune regole.

Da un lato metto troppa poca distanza fra me e loro, si sentono autorizzati a fare, e dire cose con me che non sono adeguate alla relazione insegnante-allievi. Dall’altro non riesco ad essere empatica, li vedo come un tutto indistinto e un po’ nemico, dal quale difendermi.

Questo lavoro si sta rivelando molto più difficile del previsto.

E intanto ho contribuito ad aumentare la depressione di F.

3 Responses to “Insegnanti inefficaci”


  1. 1 LGO giovedì, 5 marzo 2009 alle 9:51 pm

    Non è solo difficile, come lavoro. E’ anche che nessuno te lo insegna, e c’è poco l’abitudine a mettersi in gioco, anche tra colleghi, per condividere le esperienze. Invece, ci sono tanti insegnanti che per capacità, per esperienza, per sensibilità, sanno come comportarsi nelle situazioni più complicate, come uscirne con umanità e autorevolezza, e ti sanno dare consigli. Io ho avuto la fortuna di incontrarne qualcuno, in questi pochi-ma-non-troppo anni d’insegnamento.
    Comunque, anche se a volte uno si sente disumano perché non si è reso conto di una situazione di difficoltà di qualche ragazzo, il rispetto delle regole secondo me deve venite prima di tutto. Niente accendini in classe, anche col fratello in ospedale. Pensa sempre che c’è il resto della classe che ti guarda.

  2. 2 extramamma martedì, 10 marzo 2009 alle 3:17 pm

    LGO ha scritto un bellissimo commento, quasi quasi lo copio.
    Così tanto per non darti tregua🙂
    E’ vero è un mestiere difficilissimo e ci vuole un mix di sesibilità, intuito, autorevolezza da supereroe.
    Mi sembra però che ce la metti tutta e non devi sentirti in colpa.
    ciao p

  3. 3 oipaz venerdì, 24 aprile 2009 alle 11:32 am

    cerco di non sentirmi in colpa, ma a volte non posso farne a meno.
    ah, per inciso, malgrado la nota, che mi ha fatto sentire tanto stronza ma al giovine gli ha fatto un baffo, gli accendini in classe sono continuati. le note pure. un successona insomma!


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