Genitori o avvocati?

Me l’avevano detto tutti: i genitori pensano tutti, che i propri figli siano dei geni incompresi, e, al momento della verità, si trasformano in loro avvocati difensori, pronti a prenderne le parti  al di là di ogni tangibile evidenza.

Durante l’anno non avevo avuto modo di sperimentare questo aspetto della vita scolastica, ed anzi (sarò pazza?) trovavo il colloquio con i genitori un aspetto piacevole del mio lavoro: se non altro i genitori non fanno casino e non devo urlare per farmi sentire… In realtà parlare con i genitori è sempre stato illuminante, un modo per vedere i ragazzi da un altro punto di vista, per capirli meglio. In certi casi conoscere i genitori mi ha resa molto più empatica nei confronti dei loro figli -quante volte ho pensato “dev’essere dura vivere con un genitore così!”- in altri mi sono trovata immediatamente a solidarizzare con il genitore stesso…

Oggi però ho sperimentato per la prima volta il genitore avvocato. Non è stato piacevole, anche perché mi sono prima beccata una partaccia dal collega coordinatore di classe.

L’allievo T. aveva avuto la sufficienza nel primo quadrimestre. Ma solo perché aveva copiato spudoratamente in entrambe le prove scritte, ed io l’avevo interrogato proprio all’inizio dell’anno, nella fase della mia più profonda inesperienza (e bontà…)

Nel secondo quadrimestre, allontanato dal compagno di banco, aveva sperimentato una discesa agli inferi delle più drammatiche, una serie di insufficienze senza appello, dalle quali era riuscito, parzialmente, a risalire nell’ultima parte dell’anno, ma solo parzialmente. Praticamente, su quattro voti presi nel secondo quadrimestre, aveva una sola sufficienza.

Gli ho messo cinque. Aveva altre due materie insufficienti, e nella misteriosa alchimia dello scrutinio finale (i cui misteri meriterebbero un post a parte, o forse più d’uno) si è ritrovato con una sola materia da recuperare a settembre, la mia.

Fossi stata nel ragazzo, e nei di lui genitori, avrei messo un cero alla Madonna. Da tre insufficienze e una sola materia a settembre, il miracolo. E invece no! Il padre è venuto a lamentarsi, dicendo che il figlio era migliorato, che non si capacitava, e di qui e di là. Non si è convinto quando gli ho detto che il figlio, nell’arco di quattro mesi, era riuscito a strappare una sola sufficienza. Se n’è andato molto sulle sue. Spero solo che non ci siano ulteriori strascichi…

Questo sgradevole colloquio mi ha fatto prendere alcune decisioni riguardo alla mia stretegia valutativa nel prossimo anno: non farò più come quest’anno, che avevo benignamente deciso di non dare meno di 4, che già mi sembrava troppo deprimente. Se il compito farà schifo, gli metterò 2 o 3, quel che si merita. Lo stesso varrà per gli orali. Mi rendo conto che questo non ha buoni effetti dal punto di vista dell’autostima dei ragazzi, ma finché non mi viene qualche idea migliore, così farò. Si accettano consigli.

Advertisements

0 Responses to “Genitori o avvocati?”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...





%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: