Archive for the 'diritti' Category

Empowerpoment e il tiro con l’arco

Metti che in una gita con 21 scodinzolanti cani e la collega (ex)stronza venga organizzata una gara di tiro con l’arco.

Metti che una delle poche fanciulle presenti, per di più marocchina, stacchi, nella prima manche della gara, tutti i compagni per più di cento punti.

Metti che nell’ultima manche si faccia prendere dall’emozione, e sbagli un tiro su tre e gli altri due li faccia senza infamia e senza lode.

Metti che nella classifica finale risulti quarta, e non riesca a prendere nemmeno il bronzo. Manco a dirlo sul podio finale erano tutti maschi.

L’ho vista, fra la prima e la seconda manche, la faccia tesa, mangiarsi le unghie mentre tutti gli altri ridevano e scherzavano. Per lei quella gara aveva un senso. Ci ha riposto delle aspettative.  Le aspettative l’hanno fregata.Il peso del soffitto di cristallo è stato troppo forte da sostenere, per quelle spalle di giovane donna.

Così come la leggerezza ha fatto vincere i maschi, quella leggerezza di chi sa di essere dalla parte del più forte, di chi si può permettere di prendere in giro i compagni che si comportano da donnicciuole. Il ragazzo che ha vinto è un ragazzo delizioso, attento, sensibile, gioioso. Niente contro di lui.

Quello che mi fa soffrire è il vedere quanta strada ancora resta da fare, a questa umanità di donne e uomini, perché davvero sia da ognuno secondo le proprie possibilità, ad ognuno secondo i propri bisogni.

Come insegnante le vedo sempre un passo indietro, le mie piccole splendide donne, e voglio aiutarle a fare cento passi avanti.

Come madre so di dare spesso segnali in senso opposto, e che i condizionamenti sono fortissimi, anche per una come me che crede di sapere.

Come donna so quanto nella vita ho pagato, e perso, per colpa di quel maledetto soffitto di cristallo, quello fuori di noi e soprattutto quello dentro di noi. Quello delle aspettative, delle unghie mangiate, del senso di responsabilità verso i figli, quelli che ci sono e quelli che verranno.

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Testamento biologico, meglio prima…

Sono appena stata ad un incontro sul testamento biologico promosso dall’associazione LiberiDiDecidere di Firenze.

È bene sapere che che chi vuole che le proprie volontà siano rispettate faccia ora testamento biologico, prima che la legge sia approvata definitivamente dal Parlamento.

Perché adesso una legge specifica non c’è, ma c’è la legge 145 del 28 marzo 2001, che ratifica la validità, anche per l’italia, della convenzione di Oviedo.

La convenzione di Oviedo prevede che:

Articolo 5 – Regola generale

Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato.

Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi.

La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.

Articolo 6 – Protezione delle persone che non hanno la capacità di dare consenso

1. Sotto riserva degli articoli 17 e 20, un intervento non può essere effettuato su una persona che non ha capacità di dare consenso, se non per un diretto beneficio della stessa.

2. Quando, secondo la legge, un minore non ha la capacità di dare consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge.

Il parere di un minore è preso in considerazione come un fattore sempre più determinante, in funzione della sua età e del suo grado di maturità.

3. Allorquando, secondo la legge, un maggiorenne, a causa di un handicap mentale, di una malattia o per un motivo similare, non ha la capacità di dare consenso ad un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge. La persona interessata deve nei limiti del possibile essere associata alla procedura di autorizzazione.

ma soprattutto

Articolo 9 – Desideri precedentemente espressi

I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione.

La legge italiana attuale prevede che se uno dichiara le proprie volontà, poi quelle volontà dovranno essere tenute in considerazione.

Quindi un testamento biologico redatto prima dell’entrata in vigore della legge Calabrò può essere utilizzato, in caso di necessità, in modo più efficace, in termini legali, di uno redatto eventualmente dopo.

Per il resto, non tutto è perduto.

Sulla legge ci sono pesanti dubbi di incostituzionalità, che verranno sicuramente sollevati se la legge venisse approvata anche dalla Camera.

Per dare maggior forza a chi si batte per far sì che gli elementari diritti individuali, diritti che appartengono a tutti, siano rispettati si può anche trasmettere il proprio testamento biologico a quelle associazioni che li stanno raccogliendo, come l’associazione Luca Coscioni e l’associazione A Buon Diritto.

Libera Chiesa in povero Stato

La maggioranza che governa questo paese non lo vuole il testamento biologico, ma sa che la maggioranza degli italiani lo vorrebbe. Un  pasticcio! Mi correggo, a loro (quelli che hanno votato sta schifezza di legge) non frega niente del testamento biologico, solo che hanno da pagare pegno a Sua Santità.

Allora fanno sta legge che fa schifo da qualunque lato la si guardi, ed è pure incostituzionale.

Se la legge viene approvata, Sua Santità è contento, e continua a parlare bene del governo per altri sei mesi (salvo chiedere ogni tanto qualche regalia come l’obolo per le scuole paritarie, ma che volete, sono bazzecole!).

Se qualcuno solleva questioni di costituzionalità, la questione si insabbia, pian piano non ne parlerà più nessuno, come non ne parlava quasi nessuno prima della vicenda Englaro. Così Sua Santità è contento lo stesso perché il testamento biologico in Italia non c’è, e continuerà a parlare bene del governo.

Perché poi, alla fin fine, pure a Sua Santità non frega granché del testamento biologico, lo sa anche lui che anche il precedente Sua Santità aveva chiesto alla fine che lo lasciassero morire in pace, però è una questione di potere: se passa una legge decente sul testamento biologico, è una vittoria del fronte laicità dello stato, uno smacco intollerabile alle continue ingerenze della chiesa nella vita politica italiana; se invece in Italia il testamento biologico non c’è, il tasso di ingerenza della chiesa nella vita politica italiana non scende sotto i livelli di guardia e Sua Santità dorme sogni tranquilli, oltre che santissimi ovviamente.

A me più che problemi di coscienza sembrano bieche questioni di forza.

Sulla pelle di noi cittadini, è proprio il caso di dirlo.

ma cosa vogliono dalle nostre vite?

e dalle nostre morti?

perché vogliono decidere loro come devo vivere e morire, che diritto hanno di farlo?

io non voglio mica decidere niente del loro destino! che loro facciano lo stesso con me.

finirà come con l’aborto nei paesi dove non è legale, che chi se lo può permettere va ad abortire all’estero, e le poveracce o si tengono i figli che non potrebbero tenere o si cacciano un ago da calza nella pancia?

io sono disgustata di queste ingerenze benpensanti e trasudanti  malafede nella vita e dei diritti dell’individuo.

questo paese mi fa schifo.

Per il libero arbitrio

Fioccano articoli e appelli sulla questione del testamento biologico.

Da Micromega, eminenti giuristi , filosofi, uomini politici e di cultura.

Ho letto molti interventi, che segnalano l’assurdo giuridico, e l’orrore politicio di uno Stato che vuole sostituirsi al libero arbitrio del cittadino in una questione che riguarda la vita di ciascun cittadino, preso come individuo e non come collettività. Tutti contro la proposta di legge del PDL, ma anche contro le soluzioni compromissorie (dove il compromesso è più con le varie anime del partito, che con la maggioranza…) del PD.

Mi sta prendendo un senso di smarrimento per quello che accade nel paese, e penso che sia importante dire la propria, prendere posizione. Anche perché i 17 anni di calvario della famiglia Englaro  non siano stati inutili.

E così ho messo un banner nel blog.

Attacco al cuore dello Stato

Ecco l’appello lanciato dall’Unità sul gravissimo fatto accaduto oggi. Lo condivido, lo reputo fondamentale, e lo riporto.

Per la prima volta nella vita di questa Repubblica libera, democratica e garantita dalla Costituzione il potere esecutivo, per iniziativa del presidente del Consiglio, ha deciso di abolire una sentenza legittima, definitiva, non modificabile della giurisdizione italiana al suo più alto livello.

Il Capo dello Stato ha fatto sapere al governo che l’atto sarebbe stato incostituzionale, e ciò per ragioni obiettive, palesi, verificabili nella nostra Costituzione e tipiche di ogni ordinamento democratico. Il governo ha deciso di ignorare l’obiezione. Il presidente della Repubblica, in nome della Costituzione di cui è garante, non ha firmato il decreto del governo. Ciò determina una situazione senza precedenti nella vita giuridica e politica italiana.

Il governo Berlusconi ha deciso di aggravarla annunciando che, in luogo del decreto, presenterà una legge, chiedendo al Parlamento di votarla subito. La legge, anche se approvata, avrà la stessa natura anti-costituzionale del decreto. Tutto ciò su una materia immensamente delicata come la condizione di Eluana Englaro , con una violenta invasione di campo nel dolore di una famiglia e nei diritti civili delle persone coinvolte.

Sentiamo perciò il dovere di essere accanto al presidente della Repubblica, custode e garante della Costituzione. Chiediamo agli italiani di unirsi intorno al Capo dello Stato e alla Costituzione in questo grave momento nella vita della Repubblica.

Vorrei che tutti noi facessimo qualcosa, sul web, ma soprattutto nella vita reale, per esprimere la nostra volontà di resistere a questo attacco alla carta costituzione e quindi alle  istituzione democratiche del paese.

Conciliazione

Quando ai figli viene il mal di pancia, alle mamme che lavorano viene l’angoscia. Non tanto per il mal di pancia del figlio, ma perché spesso diventa un problema sapere a chi lasciarlo.

L’associazione Genitoriche ha promosso una petizione per migliorare la legge sui congedi per malattia dei figli. Il clima politico non è dei più favorevoli, ma non è una buona ragione per non firmare.

Firma anche tu.

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Vai al sito della petizione