Archive for the 'politica' Category

Un Presidente nuovo di zecca

Cose che vorrei non dimenticare.

Sono riusciti a sdoganare il presidenzialismo. Che ne parlasse la destra, era ovvio. Che ne parli uno del PD, un po’ meno. Il no al presidenzialismo era rimasta una delle poche certezze.

In effetti abbiamo contribuito un po’ tutti, in questi giorni, a sdoganarlo, con il nostro tifo. Mi fa venire in mente il lontano e mai obliato referendum sulla preferenza unica, in cui votammo tutti contro Craxi senza stare tanto a sottilizzare sul contenuto del contendere, e invece era importante: non si possono utilizzare le questioni istituzionali come un grimaldello.

Le larghe intese (eufemismo per “inciucio”) sono diventate da schifezza della kasta e salvezza della patria. Non si può andare tanto per il sottile quando il paese sta per tracimare. Ma allora tanto valeva votare Marini.

La faccia di Bersani e quella di Berlusconi oggi pomeriggio. Il sorriso a 72 denti del secondo, la disperazione del primo. Bersani, con tutti gli errori che sicuramente ha fatto, non se lo meritava. Credo che per chi lo ha affossato non abbiano contato tanto gli errori quanto l’imperdonabile peccato di allearsi con la sinistra.

Civati. La vera scoperta di questo periodo buio. Civati è sulla scena politica da molti anni, ma in questa occasione è stato un riferimento per molti di noi. Il suo dire le cose in modo calmo e deciso. La pacatezza e la determinazione. Le proprie idee che non cambiano ogni minuto. Ecco, questo me lo voglio ricordare.

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Un finocchio a cena per il signor B.

Anche questo blog negletto aderisce ovviamente all’iniziativa Metti un finocchio a cena… – Buon appetito Mr. B.! – Blogger contro l’omofobia!
Metti un finocchio a cena

Ma anche

da Madama Bavareisa

Aderisce perché in realtà sarebbe stato questo blog a doverla lanciare, quello in cui si parla delle cose serie, si fa per dire ovviamente.

Anche se mi è sembrato molto positivo che tutto sia accaduto nell’ambito dei blog di cucina, che rappresentano uno spaccato di società molto composito e variegato. L’adesione è stata massiccia, malgrado i tempi strettissimi richiesti per partecipare, e questo mi ha convinto una volta di più che la misura sia veramente colma, e che basti poco per scatenare una marea.

Io penso che sia il momento di agire, e non quello di stare a guardare. Ognuno secondo le proprie possibilità, lanciando un’iniziativa sui food-blog, partecipando alle cene delle Fabbriche di Nichi, e soprattutto parlando. Parlando con i colleghi, i vicini di casa, le mamme della scuola. Parlando e dimostrando che non si è tutti uguali, che c’è chi si impegna per rendere questa società migliore e chi governa il paese come un satrapo mediorientale ai tempi del basso Impero.

Torno a cucinare 🙂

Rosy Bindi sei tutte noi

L’ho incontrata una volta, alla sede della Regione Toscana a Roma, in lontane epoche di mio precariato presso enti pubblici.

Io entravo, lei usciva. Era sola. Portava una pesantissima borsa porta-documenti. Sola. Nessuna guardia del corpo, nessun portaborse. Andava spedita, come una che ha molto da fare. Salutò cordialmente la persona che era con me, un funzionario della Regione, ci scambiò due parole in modo molto normale. Mi fece una splendida impressione, una cosa di pelle.

L’ho stimata sempre più negli anni, fino a votarla alle ultime primarie.

Una donna che lavora, che si impegna nella politica, che fa le sue scelte in modo autonomo, dotata di forte senso critico. Che si vuole di più?

Delle donne della politica attuali, una delle migliori.

In tempi di veline e puttane prestate, o meglio vendute, alla politica, roba da iper-uranio.

Ecco, forse quell’essere sessista, maleducato, corruttore e piduista che la sfiga planetaria ci ha dato in sorte come presidente del consiglio non ci arriva. È questo il punto. Lui sull’iper-uranio non ci arriva. È tutta stramaledetta invidia. Se la sogna lui una come Rosy Bindi.

Sabato fascista

Per la par condicio, dopo il maoismo di classe non poteva mancare il sabato fascita…

Sabato nella scuola dove insegno non c’era nessuno. Gli altri insegnanti mi hanno detto che è una tradizione. Sono rimasta stupita, perché qui in città (adesso insegno in provincia) non usa, ma non ho trovato niente da eccepire, alla fin fine una forca collettiva all’anno mi sembra tollerabile (è per questo che non sarò mai una brava insegnante, empatizzo troppo con il lato oscuro dei miei studenti…).

Stasera però ricevo uno telefonata: era il sindacalista che avevo per riferimento nella ditta (metalmeccanica) dove lavoravo prima: siamo rimasti in contatto, e ci sentiamo ogni tanto per piangere su quanto in basso sia caduto questo paese.

Mi ha chiamato espressamente per inveire contro gli insegnanti, che nulla fanno per coltivare la memoria storica, e di fatto per instillare cultura, nelle giovani generazioni. “È colpa vostra se alla fine ci ritroviamo in un paese berlusconizzato!” Resto in ascolto per capire il perché di tanta indignazione. Mi racconta di suo figlio che sabato non è andato a scuola, e che lui non gli ha voluto firmare la giustificazione perché una forca qualsiasi si ma il sabato fascista no.

Era scandalizzato: nemmeno uno degli insegnanti di suo figlio aveva parlato in classe dell’origine di questa esecrabile tradizione.

Mi sono sentita uno schifo. Neanch’io ne avevo parlato, e non ho avuto il coraggio di dirglielo. 

Mi lascia comunque allibita che una simile tradizione sia così diffusa nella rossa che più rossa non si puà provincia toscana.

Testamento biologico, meglio prima…

Sono appena stata ad un incontro sul testamento biologico promosso dall’associazione LiberiDiDecidere di Firenze.

È bene sapere che che chi vuole che le proprie volontà siano rispettate faccia ora testamento biologico, prima che la legge sia approvata definitivamente dal Parlamento.

Perché adesso una legge specifica non c’è, ma c’è la legge 145 del 28 marzo 2001, che ratifica la validità, anche per l’italia, della convenzione di Oviedo.

La convenzione di Oviedo prevede che:

Articolo 5 – Regola generale

Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato.

Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi.

La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.

Articolo 6 – Protezione delle persone che non hanno la capacità di dare consenso

1. Sotto riserva degli articoli 17 e 20, un intervento non può essere effettuato su una persona che non ha capacità di dare consenso, se non per un diretto beneficio della stessa.

2. Quando, secondo la legge, un minore non ha la capacità di dare consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge.

Il parere di un minore è preso in considerazione come un fattore sempre più determinante, in funzione della sua età e del suo grado di maturità.

3. Allorquando, secondo la legge, un maggiorenne, a causa di un handicap mentale, di una malattia o per un motivo similare, non ha la capacità di dare consenso ad un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge. La persona interessata deve nei limiti del possibile essere associata alla procedura di autorizzazione.

ma soprattutto

Articolo 9 – Desideri precedentemente espressi

I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione.

La legge italiana attuale prevede che se uno dichiara le proprie volontà, poi quelle volontà dovranno essere tenute in considerazione.

Quindi un testamento biologico redatto prima dell’entrata in vigore della legge Calabrò può essere utilizzato, in caso di necessità, in modo più efficace, in termini legali, di uno redatto eventualmente dopo.

Per il resto, non tutto è perduto.

Sulla legge ci sono pesanti dubbi di incostituzionalità, che verranno sicuramente sollevati se la legge venisse approvata anche dalla Camera.

Per dare maggior forza a chi si batte per far sì che gli elementari diritti individuali, diritti che appartengono a tutti, siano rispettati si può anche trasmettere il proprio testamento biologico a quelle associazioni che li stanno raccogliendo, come l’associazione Luca Coscioni e l’associazione A Buon Diritto.

Libera Chiesa in povero Stato

La maggioranza che governa questo paese non lo vuole il testamento biologico, ma sa che la maggioranza degli italiani lo vorrebbe. Un  pasticcio! Mi correggo, a loro (quelli che hanno votato sta schifezza di legge) non frega niente del testamento biologico, solo che hanno da pagare pegno a Sua Santità.

Allora fanno sta legge che fa schifo da qualunque lato la si guardi, ed è pure incostituzionale.

Se la legge viene approvata, Sua Santità è contento, e continua a parlare bene del governo per altri sei mesi (salvo chiedere ogni tanto qualche regalia come l’obolo per le scuole paritarie, ma che volete, sono bazzecole!).

Se qualcuno solleva questioni di costituzionalità, la questione si insabbia, pian piano non ne parlerà più nessuno, come non ne parlava quasi nessuno prima della vicenda Englaro. Così Sua Santità è contento lo stesso perché il testamento biologico in Italia non c’è, e continuerà a parlare bene del governo.

Perché poi, alla fin fine, pure a Sua Santità non frega granché del testamento biologico, lo sa anche lui che anche il precedente Sua Santità aveva chiesto alla fine che lo lasciassero morire in pace, però è una questione di potere: se passa una legge decente sul testamento biologico, è una vittoria del fronte laicità dello stato, uno smacco intollerabile alle continue ingerenze della chiesa nella vita politica italiana; se invece in Italia il testamento biologico non c’è, il tasso di ingerenza della chiesa nella vita politica italiana non scende sotto i livelli di guardia e Sua Santità dorme sogni tranquilli, oltre che santissimi ovviamente.

A me più che problemi di coscienza sembrano bieche questioni di forza.

Sulla pelle di noi cittadini, è proprio il caso di dirlo.

ma cosa vogliono dalle nostre vite?

e dalle nostre morti?

perché vogliono decidere loro come devo vivere e morire, che diritto hanno di farlo?

io non voglio mica decidere niente del loro destino! che loro facciano lo stesso con me.

finirà come con l’aborto nei paesi dove non è legale, che chi se lo può permettere va ad abortire all’estero, e le poveracce o si tengono i figli che non potrebbero tenere o si cacciano un ago da calza nella pancia?

io sono disgustata di queste ingerenze benpensanti e trasudanti  malafede nella vita e dei diritti dell’individuo.

questo paese mi fa schifo.