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Mont blanc e 25 aprile

Non so se si era capito, ma in questo periodo non sono proprio soddisfatta soddisfatta della piega che ha preso la mia vita…

Fra le varie cose che sono arrivate da non si da dove a funestarla c’è pure la celiachia. Che è abbastanza buffo, a 43 anni, e senza mai aver avuto un sintomo…

In effetti la celiachia in sé non è niente di drammatico. Afferisce semmai alla categoria “rotture di coglioni”, quelle ore passate al supermercato con il naso nel prontuario come un’idiota, cercando di capire se posso usare il lievito per dolci Piripilli, se il prosciutto cotto in offerta rappresenta una minaccia invisibile al mio benessere. Cose così. La cosa che mi piace meno è spiegare agli amici che potranno continuare a invitarci a cena, con alcune precauzioni, e soprattutto vedere le loro facce sconcertate… A pensarci bene da quando ho cominciato la dieta nessuno ci ha più invitati!

Insomma, fatte salve queste osservazioni, non è una tragedia. Alla fin fine si tratta di una malattia che guarisce solo con una dieta, senza ingurgitare alcuna schifezza chimica, e questa cosa è davvero spettacolare, in un mondo in cui si assumono medicine anche per fare/non fare la cacca.

Però sto ancora metabolizzando la novità, e non è che mi entusiasmi più di tanto. Faccio gli occhi dolci ai preparati per pastiera, mi commuovo al pensiero della ribollita, mi intristisco alla sola idea del krantz o del panettone.

Però… però… Oggi facendo ordine nel freezer ho scoperto un sacchetto pieno di castagne bollite. Castagne da noi raccolte, e da me amorevolmente lessate e sbucciate l’autunno scorso. Me n’ero scordata. Ed invece eccole lì, sante castagnine… Già sbucciate (il che non è poco, proprio per niente!). Scongelarle, cuocerle nel latte e nello zucchero è stato tutt’uno. 

Domani si festeggerà il 25 aprile con il Mont Blanc. Non è esattamente un dolce di stagione, ma è naturalmente privo di glutine, e poi le castagne sono più che naturali, le abbiamo raccolte noi con le nostre manine. Sembrerà poco, ma la cosa mi ha resa felice. Anche noi celiaci abbiamo dolci degni di cotanto nome. Francese. Imponente. Evocativo di citazioni cinematografiche.

Si, perché domani è la festa della Liberazione. Bisogna ricordarsene, di questi tempi. Non lasciare che se ne approprino quelli che non ne hanno diritto. È la nostra festa. Il 25 aprile e il primo maggio, le mie feste nazionali. Da festeggiare degnamente con un signor dolce.