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Bilanci

Mancano otto settimane alla fine dell’anno scolastico.

Il bilancio complessivo di questo primo anno di insegnamento è decisamente negativo. Comunque mi rigiri fra le mani questa esperienza, non riesco a trovarci una sola cosa positiva. Ah, si, una cosa positiva c’è stata, avere più tempo libero, cosa che però mi sembra veramente bieca.

Per il resto, credo di essere una pessima insegnante. Non riesco a insegnare niente ai miei allievi, riesco solo  ad urlare, mettere note, fare compiti in classe a sorpresa. In un anno non sono riuscita a stabilire uno straccio di relazione con loro, mi esasperano e basta.

Di fatto, tutte le più fosche previsioni su quello che sarebbe stato per me questo lavoro si sono avverate.

Prima facevo un lavoro non entusiasmante, ma che mi piaceva, e nel quale riuscivo ad utilizzare le mie qualità. Aveva il piccolo difetto di prosciugarmi l’anima, ma nessuno è perfetto. Adesso faccio un lavoro che mi lascia l’anima, ma nel quale nessuna delle mie qualità serve a niente, e invece ne servirebbero altre, che non ho.

Questo lavoro mi sta facendo perdere la stima di me. Speriamo di ritrovarla da qualche parte. Speriamo soprattutto che l’anno prossimo vada meglio.

Buonanotte.

Meteopatia

Lunedì pioveva, e piovevano pietre sul mio futuro di insegnante e di madre, in mezzo ad alunni intemperanti, e figli in pieno disagio da madre isterica.

Ieri c’era il sole, ed ho ritrovato il sorriso, due figli amorevoli ed educati, tre classi ragionevolmente silenziose e attente, nonché, last but not least, il ricercatore che mi seguì per la tesi quasi quindici anni fa, persona squisita dal rigore e razionalità sovietiche.

Anche oggi c’è il sole.
Ho messo un rapporto a D., ragazzo tenero e intelligente ma che chiacchiera senza soluzione di continuità.
C. ha dato fuoco al bianchetto in classe, e non gli ho messo rapporto perché perennemente incazzato col mondo: non so dargli torto, vive con la nonna mentre i genitori si sono rifatti entrambi una famiglia, ma il fatto che sia neo-nazista mi disturba non poco.
Quell’odiosa della L. ha passato tutta l’ora a chiacchierare e ridacchiare fitto fitto col compagno di banco. “Ma cosa chiacchieri?”, le vorrei dire, “Hai un 4 e un 4 e mezzo e poi vieni a pietire su come fare a rimediare?”.
Durante l’ultim’ora A., iperattivo senza il sostegno perché i genitori benestanti si vergognano a farlo certificare, ha disturbato ininterrottamente la mia lezione col suo vocione. Me lo sono messo accanto sperando che compicciasse qualcosa ma niente, non stava attento nemmeno seduto alla cattedra.

Eppure c’era il sole.

Io sono meteopatica, ma c’è qualcosa che non va. Sarà il cambiamento climatico?