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Primo giorno di scuola… per tutti

Domani ricomincia la scuola. Per me e per i miei figli.

Per il piccolo a dire il vero comincia in tutto e per tutto: prima elementare…
È teso come una corda di violino. Sotto la doccia stasera mi sussurra a mezza voce “Mamma, sono molto preoccupato per domani: io ancora non so scrivere…” e così siamo partite, io e la sorella grande, che son giorni che fa davvero la grande, a rassicurare, che a scuola ci si va per imparare, che se si sapesse già tutto a scuola ci si annoierebbe, e così via…
Non so mica se abbiamo fatto bene. Le sue erano ansie soprattutto da accogliere, da ascoltare, forse non avevano bisogno di rassicurazioni. Che poi le rassicurazioni se l’è costruite a suo modo: ad esempio contando fino a 150… “Se non so scrivere, almeno con i numeri me la cavo” deve aver pensato. E così è crollato nel regno dei sogni più sereno.

Queste giornate convulse, accanto a un figlio in totale panico, mi hanno fatto ricordare i miei primi giorni: la sera prima non riuscivo mai a dormire, e questo è accaduto non solo alle elementari, ma ogni anno, fino alla maturità. E dire che per me andare a scuola non era una sofferenza, ma un piacere…  

Così mi sento un po’ più ben disposta verso i miei studenti, che vedrò domani per la prima volta: forse anche qualcuno di loro stasera ha fatto fatica a prendere sonno, molti cominceranno l’anno nuovo con un pizzico d’ansia su ciò che li aspetta (quelli delle prime sicuramente), altri avranno timore che non li aspetti niente di nuovo… I quasi due mesi di vacanza non mi hanno resa folle, so bene che la maggior parte di loro vive il primo giorno di scuola in modo del tutto sereno, al limite del disinteresse totale, ma è il mio stato d’animo che è molto migliore rispetto a quello di un anno fa. Sono meno impaurita, e più propensa all’empatia verso le belve, e mi pare una disposizione d’animo più giusta.

Buoni propositi:

  • mettere in chiaro fin da subito quali sono le regole da rispettare (le solite poche ma buone)
  • esigere con costanza e coerenza che le rispettino, soprattutto i primi tempi
  • non farsi impietosire, che per quello c’è sempre tempo agli scrutini di giugno
  • ascoltarli più di quanto mi verrebbe naturale
  • essere paziente e non urlare
  • cercare di rendere le lezioni meno noiose e più coinvolgenti
  • puntare i riflettori su loro che imparano, più che su di me che insegno
  • andare a dormire presto la sera, visto che mi hanno affibbiato una sede lontana da casa e la mattina mi toccherà di partire ad orari veramente antelucani

Intanto ho già cominciato male, e non mi sono preparata niente di preciso per domani.

E dire che è nei primi giorni di scuola che si gioca tutto l’anno scolastico…