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Foto di famiglia

Oggi me ne sono fregata delle verifiche da correggere, del fatto che non sono decisamente in forma e il freddo non mi fa bene, mio marito se n’è fregato del lavoro che si accumula, e ce ne siamo andati con i pargoli a fare una gitarella fuori porta.

Era una giornata di quelle fredde e meravigliose, con le luci nette e il sole ovunque, la campagna toscana brillava di severa arroganza, i palazzi medievali di mattoni e pietra erano perfetti, e siamo stati bene. Quel bene che non c’è bisogno di dire granché, ma lo percepisci sotto la pelle: i bambini che non bisticciano, io che ogni tanto sto pure zitta, mio marito che sorride.  

È un periodo pesante per tutti, e ci voleva. Ci vorrebbero più domeniche così. Forse anche qualche venerdì.

Se trovassimo l’impulso per farle più spesso, sono sicura che quasi per miracolo anche le verifiche si correggerebbero se non proprio da sole ma con più levità.

Non so se questo faccia parte di un qualche progetto, ma certo riuscire a vivere la vita per quello che ti può dare giorno per giorno sarebbe già un passo avanti.

Meteopatia

Lunedì pioveva, e piovevano pietre sul mio futuro di insegnante e di madre, in mezzo ad alunni intemperanti, e figli in pieno disagio da madre isterica.

Ieri c’era il sole, ed ho ritrovato il sorriso, due figli amorevoli ed educati, tre classi ragionevolmente silenziose e attente, nonché, last but not least, il ricercatore che mi seguì per la tesi quasi quindici anni fa, persona squisita dal rigore e razionalità sovietiche.

Anche oggi c’è il sole.
Ho messo un rapporto a D., ragazzo tenero e intelligente ma che chiacchiera senza soluzione di continuità.
C. ha dato fuoco al bianchetto in classe, e non gli ho messo rapporto perché perennemente incazzato col mondo: non so dargli torto, vive con la nonna mentre i genitori si sono rifatti entrambi una famiglia, ma il fatto che sia neo-nazista mi disturba non poco.
Quell’odiosa della L. ha passato tutta l’ora a chiacchierare e ridacchiare fitto fitto col compagno di banco. “Ma cosa chiacchieri?”, le vorrei dire, “Hai un 4 e un 4 e mezzo e poi vieni a pietire su come fare a rimediare?”.
Durante l’ultim’ora A., iperattivo senza il sostegno perché i genitori benestanti si vergognano a farlo certificare, ha disturbato ininterrottamente la mia lezione col suo vocione. Me lo sono messo accanto sperando che compicciasse qualcosa ma niente, non stava attento nemmeno seduto alla cattedra.

Eppure c’era il sole.

Io sono meteopatica, ma c’è qualcosa che non va. Sarà il cambiamento climatico?